LA MADONNA DI SAN DOMENICO

Sull’altare della terza cappella sinistra della chiesa della Mascarella, è attualmente posta una Madonna con Bambino, dipinta ad olio su tavola, racchiusa in una larga cornice dorata, protetta da vetro.

Si tratta di una copia dell’originale, andato perduto con i bombardamenti del 1943.

Secondo la tradizione essa sarebbe la Madonna di San Domenico, in quanto davanti ad essa avrebbe pregato il Santo. La Vergine, seduta, ha una veste rossa e manto blu scuro ornato di stelle dorate. Il suo capo è reclinato sulla spalla destra e tiene sulle ginocchia il Bambino ignudo che alza il braccio destro in segno di benedizione. Il carattere della pittura denoterebbe uno stile pregiottesco risalente all’inizio del XIII secolo, specialmente nel viso della Madonna, e nei panneggi.

Secondo Fornasini, che pubblicò la storia della Mascarella nel 1943, questa pittura era in origine dipinta in affresco sul muro esterno, trasferita poi col suo pezzo di muro in una celletta attigua alla chiesa, che si apriva sulla strada.

A lato dell’immagine il Canonico dott. Filiberto Mariani nel 1893 aveva fatto apporre la seguente iscrizione:

S. DOMENICO – CIRCA L’ANNO 1218 – INNANZI A QUESTA EFFIGE –

SPARSE FREQUENTI ROSE – DELLA SUA NUOVA DEVOZIONE -.

 QUESTA IMMAGINE – VENERATA PIU’ SECOLI – NEL MURO DELLA STRADA –

E APPRESSO QUI RIPOSTA – EBBE GLI ULTIMI ADORNAMENTI – L’ANNO 1893.


La sacra immagine rimane in questa celletta sino al dicembre 1931, quando il proprietario, Sig. Cesare Grisoni, decide di donarla alla parrocchia, e la pittura viene trasportata nella terza cappella sinistra di chi a quel tempo entra in chiesa (ovviamente si parla qui della chiesa precedente distrutta dall’evento bellico).

Il Fornasini nel suo libro (p. 135) ci mostra l’immagine della Madonna racchiusa entro una pregevole cornice – forse d’argento - recante alla sommità due angeli che sorreggono una corona d’oro fiorita: la foto risale al 1935, quando l’allora Prior Parroco Mons. Landi, congiuntamente ai parrocchiani tutti intende dar prova di grande devozione alla Vergine festeggiandola solennemente il 13 novembre di quell’anno incoronandola alla presenza del Cardinale Nasalli Rocca Arcivescovo di Bologna, e di una ampia rappresentanza dei Padri Domenicani ed Associazioni cattoliche.

Dal punto di vista pittorico questa immagine è stata oggetto in più occasioni di restauri non sempre ottimali: verso la fine del XIX sec. Essa viene portata su tavola e finita con pittura ad olio; nel 1893 in occasione della Decennale Eucaristica il pittore Modesto Zacconi la ridipinge nuovamente, quindi nel 1931 l’ultima ridipintura viene tolta dal restauratore Alessio Verri, e il pittore Agostino Mazzanti ne cura la definitiva sistemazione. Non si tratta dunque di un’opera particolarmente originale, ma il frutto di una serie di aggiustamenti non perfettamente riusciti.

La trattazione di questa Madonna – seppur sommaria – sembrerebbe conclusa, se nonché si trova una copia della medesima lungo il corridoio che attualmente immette nell’ufficio del Priore Parroco. Essa è dipinta su tela, senza cornice, e di qualità pittorica non eccezionale. Con l’intenzione di migliorarne forme e colore, il suo pittore ha operato inopportune sfumature, ben lungi da voler sembrare una Madonna del XIII secolo. Sul retro è dipinta in corsivo una memoria del suo autore che ci fornisce una inedita informazione di questa immagine: 

Il Prof. Armando Rizzi Pittore

Offre alla Parrocchia della Mascarella

Questa copia dell’immagine della Madonna

Andata distrutta il 25 sett. 1943

Per eventi bellici – Novembre 1958.


A giudicare da quanto si legge, l’autentica immagine della Madonna sarebbe andata distrutta nel 1943, ed una quindicina d’anni dopo – grazie ad una fotografia o una copia di essa – il pittore Armando Rizzi ne ha eseguito una riproduzione pittorica offrendola devozionalmente al Priore Parroco. Dunque, se andiamo per logica, anche il quadro della Madonna che si trova oggi sull’altare della terza cappella di sinistra non è l’originale duecentesco, ma una copia dipinta su tavola per dare l’impressione che si tratti di un’opera antica, visto che la primitiva immagine venne a mancare nel bombardamento del 1943.

A proposito di questa venerata immagine, Don Gaetano Fornasini ci fornisce un’altra preziosissima indicazione:

Nel 1936, l’allora Prior Parroco Monsignor Landi, aveva fatto realizzare tre copie dell’immagine, affinché varcasse non solo i confini di Bologna, ma anche quelli nazionali. Infatti, egli volle donarne una copia ai missionari della Provincia Domenicana che nell’agosto di quell’anno si recavano in Brasile, una per la città di San Paolo, l’altra per il Mato Grosso, mentre una terza copia fu affidata al cappellano Reginaldo Giuliani per l’Africa Orientale.

La riproduzione che segue si riferisce all’immagine che fu inviata a San Paolo nel 1936 e che da circa cinquant’anni si trova presso il Convento della Sagrada Familia. Ci è stata fornita dal fotografo Francesco Di Tillo, che è riuscito a fotografarla grazie alla gentilezza di Padre Mariano Foralosso. La missione domenicana in Brasile del 1936 vide protagonisti Padre Domenico Acerbi, Padre Michele Lanzani, più i cooperatori Simone Dorbi e Frà Goala.

 

 

La Madonna a cui tradizionalmente si rivolgeva la devozione dei parrocchiani era dipinta in affresco su un muro esterno di via Mascarella e fu trasferita successivamente in una celletta attigua alla chiesa, dove rimase sino al dicembre 1931, quando il proprietario decise di donarla alla parrocchia.

Nel 1936 il parroco, Monsignor Landi, ne fece eseguire tre copie da affidare a missionari domenicani in partenza per l’Africa e per il Brasile; una di queste è stata recentemente individuata presso il convento domenicano della Sagrada Familia di San Paolo.

Il dipinto che oggi si trova sopra l’altare è proveniente dal Convento di San Domenico di Bologna e fu donato dai Domenicani alla parrocchia della Mascarella nel 1954, in sostituzione dell’originale distrutto dai bombardamenti nel corso del secondo conflitto mondiale.

La presenza presso la basilica di San Domenico di un antico manufatto con la stessa effige di quella della “Mascarella” sembra confermare l’esistenza di un’antichissima tradizione di devozione su di essa, di cui apparentemente non rimangono tracce ulteriori.

In occasione della XX Decennale Eucaristica del 2013 la “Madonna di San Domenico” è stata sottoposta ad un accurato restauro, che non ha potuto cancellare le integrazioni e le manipolazioni otto-novecentesche, ma che ha recuperato i suoi tratti essenziali e verificato la sua antichità.

 

 

 

Il libro sulla storia della parrocchia, scritto da Giovanni Paltrinieri e Loris Rabiti, pubblicato nel 2013 in occasione della XX Decennale Eucaristica, è disponibile in Sagrestia.